
p 242 .

Paragrafo 3 . Sigmund Freud.
     
 Introduzione.

Dall'incontro  fra  questi due livelli - quello  filosofico  e  quello
scientifico-sperimentale - nasce la psicoanalisi.
     Sigmund  Freud  un medico che pone i suoi strumenti  scientifici
al  servizio dell'indagine di quelle forze e di quei fenomeni psichici
di  cui  parlavano i filosofi e i poeti: gli istinti  che  muovono  le
azioni dell'uomo e l'angoscia che molto spesso li accompagna.
     
Il  carattere filosofico delle teorie di Freud e il loro legame con la
filosofia dell'Ottocento
     
L'individuazione di un legame tra Freud e Marx risale agli inizi degli
anni  Trenta.  Il  saggio di Erich Fromm su Metodo e funzione  di  una
psicologia  analitica  sociale (1932)(9)  rappresenta  uno  dei  primi
tentativi di mediazione fra psicoanalisi e marxismo; una mediazione  -
ma  anche un completamento e un'integrazione - che continuer ad opera
degli  studiosi  della  cosiddetta Scuola di Francoforte:(10)  oltre
allo  stesso Fromm,(11) si deve ricordare Herbert Marcuse,  il  quale,
gi  nel  1936,  diresse,  insieme a Max Horkheimer  e  a  Fromm,  una
indagine  -  Studi sull'autorit e la famiglia - che  mostra  come  la
fusione  di  strumenti  teorici diversi possa  fornire  un  metodo  di
ricerca (sia teorico, sia empirico-sperimentale)

p 243 .

nuovo  e  raffinato. E' lo stesso Marcuse che, in una serie di lezioni
tenute   nel  1950-1951  alla  Washington  School  of  Psychiatry,(12)
aggiunge al binomio Marx-Freud il nome di Nietzsche.(13)
     La  triade Marx-Nietzsche-Freud creata dagli studiosi del  nostro
secolo  mostra che l'opera di Freud pu entrare a pieno  titolo  nella
filosofia  e, in particolare, in quella filosofia dello smascheramento
che  costituisce la novit di maggior rilievo del pensiero postmoderno
rispetto alle certezze della modernit. Molto schematicamente: Marx ha
ricondotto  l'ideologia  ai  rapporti  di  produzione;  Nietzsche   ha
mostrato le radici umane, troppo umane della morale, della religione
e  della  metafisica; Freud ha trovato e svelato  i  fondamenti  della
cultura nella vita pulsionale dell'uomo.(14)
     Riconoscere alle opere di Freud il diritto di cittadinanza  nella
storia  del  pensiero filosofico  comunque acquisizione relativamente
recente:  non  sono lontanissimi i tempi in cui filosofi  e  moralisti
consideravano  la  psicoanalisi qualcosa di simile a  un  instrumentum
diaboli.
     
Freud e la scienza medica.
     
Non  molto  positivo  stato il rapporto di Freud con la  scienza,  in
particolare con la scienza medica. La freddezza con cui fu accolta  la
sua   Interpretazione  dei  sogni  (1899)  si  tramut   in   scalpore
all'uscita, nel 1905, dei Tre saggi sulla sessualit. Lo stesso  Freud
individua  nel  suo nuovo modo di definire la funzione  sessuale  la
causa di gran parte dell'ostilit contro la psicoanalisi:
     Alla  psicoanalisi non  toccato in sorte, come ad altre giovani
scienze,  di  essere  accolta  con attenzione  partecipe  e  colma  di
speranze da coloro che sono interessati al progredire del sapere.  Per
molto  tempo  essa  non  fu  ascoltata, e quando  infine  non  fu  pi
possibile  trascurarla, divenne per ragioni affettive oggetto  di  una
violenta  ostilit da parte di coloro che non si erano  dati  pena  di
conoscerla.  Di  questa  accoglienza  ostile  essa    debitrice  alla
circostanza  che,  nell'ambito delle sue  ricerche,  dovette  far  ben
presto  la  scoperta che le malattie nervose sono  espressione  di  un
disturbo della funzione sessuale. Chi al contrario tiene fermo  che  i
giudizi  scientifici  non  devono essere influenzati  da  impostazioni
affettive,   conceder   alla   psicoanalisi,   proprio   per   questo
orientamento  della  sua  ricerca,  un  alto  interesse  biologico   e
utilizzer le resistenze contro di essa come prove in favore delle sue
affermazioni.
     
     p 244 .
     
     La   psicoanalisi  ha  reso  giustizia  alla  funzione   sessuale
esaminando  nei  particolari  l'importanza  che  essa  ha  nella  vita
psichica  e  pratica degli uomini, importanza gi messa in rilievo  da
molti poeti e da qualche filosofo, mai per riconosciuta dalla scienza
[...].  Se  studiamo  con  l'aiuto della  psicoanalisi  la  sessualit
dell'uomo  maturo  e osserviamo la vita del bambino  alla  luce  delle
conoscenze  cos  ricavate,  la sessualit  non  ci  appare  come  una
funzione  posta al servizio esclusivo della riproduzione, e in  quanto
tale  equiparabile alla digestione, alla respirazione e cos  via,  ma
come qualcosa di molto pi autonomo, che anzi si pone in contrasto con
tutte  le  altre  attivit  dell'individuo e soltanto  attraverso  uno
sviluppo  intricato,  che  comporta numerose limitazioni,  pu  essere
indotta a inserirsi armoniosamente nell'economia dell'individuo(15).

La struttura della psiche: l'inconscio.
     
Nonostante  l'ostilit  incontrata  nel  mondo  scientifico,  Freud  
convinto  che  il  suo  lavoro abbia dato un contributo  importante  e
rivoluzionario  alla scienza (e alla filosofia)(16) e  che,  pertanto,
esso  si  collochi  nella  scia iniziata a tracciare  da  Copernico  e
proseguita   da   Darwin.   Le  teorie  astronomiche   copernicane   e
l'evoluzionismo  di  Darwin hanno avuto la  duplice  funzione  di  far
progredire le conoscenze dell'uomo e al tempo stesso di frustrarne  la
megalomania: le prime togliendo l'uomo - insieme alla  Terra  -  dal
centro dell'universo; il secondo accomunando la sua natura a quella di
tutti altri esseri viventi e privandolo quindi di molti privilegi.  Ma
la  presunzione narcisistica umana  destinata - osserva  Freud  -  ad
essere  ulteriormente umiliata: La terza e pi grande  mortificazione
la  megalomania dell'uomo  destinata subirla da parte  della  odierna
indagine psicologica, la quale tende a dimostrare all'Io che non  solo
egli  non   padrone in casa sua, ma deve fare assegnamento su  scarne
notizie  riguardo a quello che avviene inconsciamente nella  sua  vita
psichica(17).

La scoperta dell'inconscio.
     
Inconscio  la parola chiave, il concetto centrale, che riassume in s
l'originalit  delle scoperte di Freud. Nella vita psichica  dell'uomo
esiste  una attivit di cui l'uomo stesso non  consapevole, anche  se
essa  produce  effetti  visibili  e concorre  a  determinare  la  vita
dell'individuo nel suo complesso.
     
     p 245 .
     
     Si  tratta di una novit di grande rilievo anche rispetto  a  ci
che  molti  poeti  e  qualche filosofo, cui  fa  riferimento  Freud,
avevano indagato. La poesia e la filosofia hanno dato voce anche  alle
parti non razionali della psiche umana, ma, proprio nel momento in cui
danno  a  queste  parti  voce  e forma, le  portano  sul  piano  della
consapevolezza,  cio del conscio, anche se non  in  una  formulazione
scientifico-razionale.   Si  ricordi  che  Schelling   aveva   parlato
dell'arte come testimone e organo della filosofia.(18) L'inconscio  di
cui  parla  Freud  un territorio della psiche di norma  inaccessibile
alla  coscienza: esso non  una coscienza nascosta ma ha contenuti,
meccanismi e forse un'energia suoi propri.(19)
     
Dai disturbi psichici all'inconscio.
     
Freud  giunge alla scoperta dell'inconscio attraverso il suo  lavoro
di  medico  psichiatra  interessato alla  cura  delle  nevrosi  e,  in
particolare, dell'isteria.
     Fra  il  1885  e  il  1886 Freud, grazie a una borsa  di  studio,
soggiorna a Parigi, dove incontra Jean-Martin Charcot (1825-1893),  un
neurologo di fama mondiale che era approdato alla convinzione che  non
si  poteva pi fare affidamento sulla teoria che riteneva organiche le
malattie  del  sistema nervoso - e dunque indagabili  solo  attraverso
l'anatomia  -:  bisognava affrontare il problema della nevrosi  da  un
altro  punto  di  vista.(20) Charcot, per le sue  indagini,  ricorreva
ampiamente  all'ipnosi.  Freud tradusse in tedesco  alcune  opere  del
medico francese.
     Una  volta  rientrato a Vienna, Freud rifer della sua esperienza
francese al Collegio dei professori della Facolt di medicina,  ma  la
reazione fu diffidente e ostile.
     Nel 1889 Freud  di nuovo in Francia, a Nancy, dove due medici  -
Ambroise-Auguste  Libault e Hippolyte Bernheim - utilizzano  l'ipnosi
nelle indagini e nella terapia delle nevrosi. Analizzando l'esperienza
dei  colleghi  francesi, Freud avanza l'ipotesi che esistano  potenti
processi  psichici celati alla coscienza degli uomini,  aprendo  cos
uno spiraglio su un mondo del tutto nuovo: quello dell'inconscio.(21)
     I  sintomi  di  una  nevrosi,  ad esempio  dell'isteria,  possono
manifestarsi  come paralisi del tutto simile a quella  provocata  da
una   lesione  organica,  in  un  paziente,  per,  in  cui  non  sono
assolutamente presenti lesioni organiche: dunque il sintomo risulta la
conseguenza di un'azione esclusivamente psichica.
     Alla luce di questa nuova convinzione Freud riesamina il caso  di
una  paziente curata nel 1880-1882 dal dottor Joseph Breuer, da  tempo
suo  amico.  E'  il caso di Anna O., il primo celebre  caso  clinico
descritto  negli Studi sull'isteria, apparsi nel 1895  come  opera  in
collaborazione di Freud e Breuer.(22)
     
     p 246 .
     
     Freud  -  come Charcot e Bernheim - aveva gi utilizzato l'ipnosi
per  inibire  i  sintomi  dei malati; una pratica,  questa,  che  lo
lasciava  per  ampiamente  insoddisfatto,  perch  non  aveva  alcuna
efficacia  sulle cause della malattia. Breuer, invece, in  quella  sua
esperienza,  aveva  usato  l'ipnosi per ricostruire  i  meccanismi  di
formazione  del sintomo: sotto ipnosi la paziente aveva  rivelato  gli
episodi  connessi al primo insorgere della malattia,  e  nello  stesso
tempo  era  riuscita a esprimere gli affetti che quegli  episodi  le
avevano  suscitato.(23) Questa ricostruzione era stata  sufficiente  a
far scomparire la malattia.
     La  causa  psichica del sintomo nevrotico si comporta in  maniera
del tutto diversa dalle cause fisiche: mentre una lesione organica (ad
esempio, una ferita) permane solo per un determinato periodo di  tempo
e  scompare  dopo  che  la  causa che l'ha prodotta  (ad  esempio,  il
proiettile  di  una  pistola)  venuta meno,  le  lesioni  psichiche
prodotte  da  un avvenimento perdurano indefinitamente anche  dopo  la
cessazione  dell'evento  e anche dopo la scomparsa  della  memoria  di
esso.  E'  evidente che quell'evento, per continuare  ad  agire,  deve
mantenere una sua presenza nella psiche del paziente: questa  presenza
si  realizza nella parte inconscia della psiche stessa, nella quale la
memoria dell'evento  stata confinata o retrocessa.
     L'analisi   di   altri  casi  clinici  non  fa   che   confermare
l'esistenza  reale  di  processi  inconsci.  Vedremo  pi   avanti   i
meccanismi  per  cui  si formano le nevrosi, che, comunque,  non  sono
l'unico  prodotto  dell'attivit  dell'inconscio:  esiste  anche  -  e
soprattutto  - una vasta gamma di fenomeni non patologici,  a  partire
dai  sogni  per  arrivare ai lapsus, agli atti  mancati,  alle  idee
improvvise e cos via.
     
I meccanismi dell'inconscio.
     
L'inconscio   un sistema di desideri, pronti in qualsiasi  momento  a
esprimersi.  Questi  desideri dell'inconscio  scrive  Freud  sempre
vigili  e, per cos dire, immortali, mi ricordano i leggendari Titani,
sui  quali gravano da ere primordiali le pesanti masse delle  montagne
che  gli  di vincitori lanciarono su di loro e che di tanto in  tanto
sono   scosse  dalla  convulsione  delle  loro  membra.  I   desideri
dell'inconscio  sono desideri repressi.(24) Essi cercano  appagamento,
cio piacere.
     A  livello inconscio agisce una energia psichica che alimenta  le
spinte  dell'organismo  verso determinate mete:  Freud  chiama  queste
spinte  pulsioni, e ne sottolinea la differenza dagli stimoli  esterni
che  agiscono sulla nostra psiche: Una pulsione si differenzia da uno
stimolo per il fatto che trae origine
     
     p 247 .
     
     da  fonti di stimolazioni interne al corpo, agisce come una forza
costante  e  la persona non le si pu sottrarre con la  fuga,  come  
possibile  di fronte allo stimolo esterno. Nella pulsione  si  possono
distinguere:  fonte,  oggetto  e  mta.  La  fonte    uno  stato   di
eccitamento  nel corpo, la mta  l'eliminazione di tale  eccitamento;
lungo   il  percorso  dalla  fonte  alla  mta  la  pulsione   diviene
psichicamente  attiva(25). L'oggetto   ci  in  cui  e  con  cui  la
pulsione  cerca  di  raggiungere la sua mta:  pu  trattarsi  di  una
persona o di una cosa, di una cosa reale o di una cosa fantasmatica.
     L'azione  della  pulsione, nonostante spesso abbia manifestazioni
(anche non patologiche, come abbiamo gi detto) a livello conscio,  si
svolge  per  lo  pi inconsciamente: un esempio tipico -  diffusamente
analizzato  da Freud -  quello del sogno, che svolge la  funzione  di
appagamento di un desiderio.(26)
     
La libido e la ridefinizione della sessualit.
     
L'energia  che  opera  nella psiche e che  muove  l'uomo  risponde  al
principio  di  piacere,  cio  alla soddisfazione  del  desiderio,  al
raggiungimento della mta della pulsione: Sembra che l'intera  nostra
attivit  psichica  sia  rivolta  a conseguire  piacere  e  a  evitare
dispiacere,  che essa venga automaticamente regolata dal principio  di
piacere(27).
     Partendo  dalla  propria attivit di medico,  Freud  arriva  cos
alla   scoperta   di  quella  forza  vitale  che  Schopenhauer   aveva
identificato nel Wille e Nietzsche nello spirito dionisiaco.
     Quindi   Freud   concentra  la  sua  attenzione  sulle   pulsioni
libidiche  -  o  pi  semplicemente libido  -,  cio  l'insieme  delle
pulsioni sessuali. In quanto forza motrice dell'attivit psichica,  la
libido   presente nell'uomo fin dalla nascita: E' opinione popolare,
a  proposito della pulsione sessuale, che essa manchi nell'infanzia  e
che  si risvegli soltanto nel periodo di vita che va sotto il nome  di
pubert.  Ma  questo non soltanto  un puro e semplice  errore,  bens
anche  un  errore  gravido  di conseguenze,  perch    il  principale
responsabile   della  nostra  attuale  ignoranza  a  proposito   delle
condizioni fondamentali della vita sessuale(28).
     Freud    certo  che interessi e attivit sessuali  esistono  nel
bambino sin dai primissimi inizi dell'esistenza: a questi risultati  -
come vedremo - lo portano
     
     p 248 .
     
     gli   esiti   dell'analisi  dei  suoi  pazienti  adulti   e,   in
particolare,  il  raffronto  fra  l'amnesia  isterica  e  l'amnesia
infantile   (quest'ultima  sarebbe  provocata  dalla   necessit   di
rimuovere dalla coscienza le esperienze sessuali dell'infanzia).
     Naturalmente gli oggetti cui si rivolge la pulsione  erotica  del
bambino per il proprio soddisfacimento sono differenziati e, di norma,
diversi  da  quelli dell'adulto; la sessualit infantile  ha  una  sua
evoluzione  attraverso  fasi che - seppure  superate  -  lasciano  una
traccia evidente nella personalit.(29)
     Abbiamo  gi  accennato alle reazioni provocate  dagli  studi  di
Freud  sulla  sessualit infantile e sulla sessualit in generale:  da
essi  emerge  una  immagine dell'uomo in contrasto con  le  concezioni
progressive e sociali della natura umana. L'uomo - secondo Freud  -  
mosso  da  una  spinta profondamente egoistica (il raggiungimento  del
piacere  attraverso  la  soddisfazione del bisogno  sessuale)  che  lo
caratterizza in senso fortemente asociale.

La struttura della psiche: l'attivit conscia.
     
Lo  studio  delle  nevrosi e della sessualit infantile  ha  messo  in
evidenza  che  fra  l'attivit psichica inconscia e le  nostre  azioni
coscienti  esiste  una sorta di incomunicabilit, come  se  la  nostra
psiche  parlasse  due lingue completamente diverse. Il  nostro  essere
soggetti  consapevoli (il nostro Io, come lo chiama Freud) sembra  non
volere comprendere, e nemmeno ascoltare, la voce dell'inconscio.
     Gli  avvenimenti che hanno provocato il sorgere dell'isteria sono
stati  cacciati  e  schiacciati nell'inconscio da dove  continuano  ad
agire,  ma ormai completamente ignorati dall'Io del paziente (amnesia
isterica).  L'attivit  sessuale  del  bambino  -  una  volta  che  
cresciuto   -   viene  completamente  cancellata  dalla  sua   memoria
cosciente,  insieme  alla quasi totalit degli avvenimenti  della  sua
vita  infantile  (amnesia infantile). Queste forme di dimenticanza
costituiscono  per  Freud  la  prova di un  conflitto  fra  conscio  e
inconscio, della non accettazione da parte dell'Io dell'attivit della
libido e del principio di piacere che la governa.(30)
     
L'Io e il principio di realt
     
L'Io,   cio  la  parte  cosciente  della  nostra  psiche,  si   muove
costantemente  in  una  realt (sociale, ma  non  solo)  che  nega  il
soddisfacimento sempre e comunque della libido, e che spesso trasforma
la ricerca del conseguimento del piacere in dispiacere.
     Se  l'inconscio    il regno della libert per  le  pulsioni,  il
mondo  delle  relazioni consapevoli degli uomini fra  loro  e  con  la
natura  il regno della necessit.
     
     p 249 .
     
     Le   pulsioni  dell'inconscio,  dunque,  operano  in  vista  del
conseguimento del piacere. Allo stesso scopo scrive Freud aspirano
inizialmente  anche  le  altre pulsioni,  quelle  dell'Io,  ma,  sotto
l'influsso  di quella maestra di vita che  la Necessit, le  pulsioni
dell'Io  imparano presto a sostituire il principio di piacere con  una
sua  modificazione. Per esse il compito di evitare  il  dispiacere  si
pone quasi sullo stesso piano di quello del conseguimento del piacere;
l'Io   apprende   che    inevitabile  rinunciare  al  soddisfacimento
immediato, rimandare il conseguimento del piacere, sopportare  un  po'
di  dispiacere e rinunciare totalmente a certe fonti di piacere.  L'Io
cos educato  diventato "ragionevole"; non si lascia pi dominare dal
principio  di  piacere, ma obbedisce al principio di  realt,  che  in
fondo  vuole anch'esso ottenere piacere, ma un piacere il  quale,  pur
essendo  rinviato  nel  tempo  e  pi  limitato,    garantito   dalla
considerazione della realt(31).
     Fra  Io  e  inconscio sorge quindi un conflitto  che  pu  essere
ricondotto  al tradizionale binomio antagonistico necessit-libert:
l'Io  dirotta  una parte dell'energia psichica su oggetti  diversi  da
quelli  cui essa tende, o addirittura blocca nell'inconscio una  parte
di questa energia.

Il sogno e la sua analisi.
     
Dal  conflitto fra conscio e inconscio - come abbiamo accennato -  pu
nascere la nevrosi: l'Io rifiuta di ricordare avvenimenti che  hanno
prodotto un trauma nella psiche, e cos quel trauma continua ad  agire
a  livello  inconscio, attivando una quantit di energia psichica  che
causa, a livello esterno, i sintomi nevrotici.
     Anche  nella  condizione  normale,  cio  non  patologica,   il
conflitto  permanentemente in atto, come dimostrano i sogni: in  essi
  allentato  il controllo dell'Io, e quindi l'inconscio gode  di  una
libert che gli  negata durante la veglia. Nel sogno le immagini sono
prese  quasi  esclusivamente dalla nostra vita  cosciente  (un  sogno,
infatti, pu essere descritto e raccontato), ma la loro sequenza  e  i
loro  legami  esulano dalla logica e dalle censure  che  governano  le
nostre azioni coscienti.
     I  sogni,  quindi,  diventano - per Freud -  una  importantissima
fonte  di  conoscenza dell'attivit psichica inconscia. Si deve  tener
conto,  per,  che  molto  spesso anche  le  immagini  dei  sogni  che
riusciamo  a  ricordare (che Freud chiama contenuto  manifesto)  non
esprimono  direttamente e immediatamente i pensieri onirici latenti,
cio  gli  impulsi  inconsci che hanno sollecitato la  formazione  del
sogno.  E'  quindi necessario un lavoro di interpretazione dei  sogni,
per fare emergere questi contenuti che si ostinano a restare nascosti.
     Freud  ha  elaborato  un metodo per procedere all'interpretazione
del  sogno: le associazioni libere. Si tratta di individuare  le  idee
che  in  maniera libera e immediata sono suggerite dalle immagini  del
sogno, cio - abbandonata la funzione critica attiva nella mente -  di
fare  scorrere i pensieri involontari che sono suggeriti  da  quelle
immagini.  Freud  scrive  che  questo  atteggiamento  non    affatto
difficile:   in  realt  esso  richiede  una  specifica  preparazione
psicologica anche da parte del paziente.(32)

p 250 .

I meccanismi psichici.
     
Per  evitare  gli aspetti spiacevoli che possono essere  provocati  da
pulsioni  e  desideri,  la  psiche  ricorre  a  meccanismi  quali   la
repressione  e  la  rimozione(33).  I  due  termini  hanno  per  Freud
significati  tecnici diversi,(34) ma entrambi indicano una  operazione
psichica  che tende a far scomparire dalla coscienza - o  a  mantenere
nell'inconscio   -  rappresentazioni  (pensieri,  immagini,   ricordi,
eccetera).
     La  repressione e la rimozione sono due processi psichici  con  i
quali   la  coscienza  si  difende  dagli  attacchi  delle  pulsioni
dell'inconscio; ma non sono questi i soli meccanismi di difesa di  cui
essa  dispone: attraverso l'analisi dei sogni, Freud ne ha individuati
altri  e  li ha chiamati condensazione, spostamento, drammatizzazione,
simbolizzazione  ed  elaborazione  secondaria(35).  La   condensazione
consiste  nel  concentrare in una sola immagine del sogno  una  grande
quantit  di pensieri;(36) lo spostamento consiste nel trasferire  una
carica  emotiva da una rappresentazione a un'altra, da una  persona  a
un'altra o, addirittura, da una persona a un animale o a una cosa;(37)
la drammatizzazione consiste nel dare una forma drammatica al sogno,
utilizzando  forme  molto pi forti e intense  di  quelle  della  vita
cosciente  (situazioni  particolarmente  difficili,  figure  orribili,
eccetera);  la  simbolizzazione   l'uso  di  immagini  manifeste  per
esprimere  realt inconsce immediatamente collegabili ad esse;  infine
l'elaborazione secondaria  il tentativo - nella produzione del  sogno
- di dare ad esso una coerenza eliminando le assurdit pi evidenti.
     Questo   lavoro  psichico  nella  produzione  dei  sogni      un
indicatore di un pi generale meccanismo della mente, che opera  anche
durante la veglia e che riesce a produrre nell'Io cosciente una  sorta
di  frattura attraverso la quale filtra l'attivit dell'inconscio.  Un
tipico  esempio di queste fratture sono i lapsus e i motti di spirito.
I  lapsus  (o  paraprassie) sono quegli errori o  quei  vuoti  nel
parlare,  nello scrivere o nel ricordare, apparentemente  casuali,  ma
che  in  realt mettono in evidenza un nostro desiderio  inconscio.  I
motti di spirito - ai quali Freud nel 1905 dedica un intero saggio(38)
-  rappresentano una via indiretta, attraverso la battuta e la risata,
per  scaricare un'energia psichica nascosta che non trova  sbocco  per
via diretta.
     Molti  altri  sono  i  meccanismi attivati dalla  psiche,  ma  in
questa  sede  non    possibile nemmeno nominarli;  la  cosa  che  pi
interessa    mostrare  che  -  nell'analisi  freudiana  -  esiste  un
intreccio  complesso e ineludibile fra coscienza e  inconscio.  Questo
intreccio trova una formulazione nelle cosiddette topiche.

p 251 .

Le topiche freudiane(39).
     
Nella  seconda delle Cinque conferenze sulla psicoanalisi Freud spiega
due  meccanismi  psichici - la rimozione e  la  resistenza  -  con  un
esempio  che gli consente di chiarire anche il rapporto fra conscio  e
inconscio: Supponete che in questa sala e in questo uditorio, di  cui
non so abbastanza lodare l'esemplare silenzio e l'attenzione, si trovi
per  un  individuo che si comporti in modo disturbante e distolga  la
mia attenzione dal mio compito ridendo maleducatamente, chiacchierando
e  stropicciando i piedi. Io dichiaro che cos non posso continuare la
conferenza, e allora tra voi si alzano alcuni robusti signori  e  dopo
breve  lotta mettono alla porta il disturbatore della quiete.  Egli  
dunque "rimosso" e io posso continuare la mia conferenza. Ma perch il
disturbo non si ripeta, quando l'espulso tenti di penetrare nuovamente
nella  sala, i signori che hanno eseguito la mia volont accostano  le
loro sedie alla porta, disponendosi in tal modo come "resistenza"  una
volta  avvenuta  la  rimozione. Se ora traducete  queste  localit  in
termini psichici come "conscio" e "inconscio", vi trovate di fronte  a
una riproduzione abbastanza fedele del processo di rimozione(40).
     L'inconscio , quindi, un luogo della psiche, cio un insieme  di
relazioni  e  di  dispositivi per la produzione di fenomeni  psichici.
Cos  come   un luogo la parte conscia. Gi nell'Interpretazione  dei
sogni   (1900)   Freud  individua  tre  luoghi  (cio   tre   sistemi)
dell'attivit psichica: inconscio, preconscio, coscienza.
     
La prima topica.
     
A  questo  punto dovrebbe essere chiaro il significato di inconscio  e
conscio;  resta  da  vedere che cosa intenda Freud per  preconscio,  e
perch  senta  il bisogno di introdurre questo spazio  intermedio  fra
inconscio e conscio.
     Nell'Interpretazione dei sogni il sistema preconscio  posto  fra
l'inconscio  e  la  coscienza, ed  separato  dal  primo  mediante  la
censura,  che  cerca di proibire l'accesso dei contenuti  inconsci  al
preconscio  e  alla  coscienza, mentre sul  versante  della  coscienza
esercita  una  seconda censura che controlla  l'accesso  dei  propri
contenuti alla coscienza.(41)

p 252 .

La seconda topica.
     
A  partire dal 1920 Freud elabora una nuova concezione della struttura
psichica.  Il  conflitto fra le pulsioni dell'inconscio  e  le  difese
dell'Io (preconscio e conscio) non rende sufficientemente conto di una
situazione   della  psiche  in  cui  agiscono  -  spesso  in   maniera
determinante  -  fattori  esterni. Il  modo  di  agire  dell'Io  (ad
esempio, nel censurare gli stimoli inconsci)  determinato non solo da
un calcolo economico del rapporto piacere-dispiacere, ma da princpi
e valori morali e sociali trasmessi all'Io attraverso l'educazione e i
divieti e i premi ad essa legati.
     La  struttura  psichica viene cos ad essere  articolata  in  tre
istanze,  indicate da Freud come Es, Io e Super-io(42).  L'Es  (come
l'inconscio  della prima topica) rappresenta il polo pulsionale  della
personalit;  il  Super-io svolge un ruolo di giudizio  critico  e  di
affermazione dei valori sociali e culturali; l'Io, stretto fra  questi
due  poli, ha il compito di rappresentare gli interessi della totalit
della  persona, costruendo e mantenendo un equilibrio  fra  le  spinte
opposte che lo premono.

La terapia psicoanalitica.
     
L'analisi freudiana della personalit e della struttura psichica ha  -
ripetiamolo - una grande rilevanza filosofica: ha aperto, come dice lo
stesso  Freud,  uno  spiraglio  su un  nuovo  mondo(43):  l'inconscio,
destinato  a  imporre al nostro secolo un ripensamento generale  sulla
natura, sulle azioni, sulla storia e sulla cultura dell'uomo.
     Ma   l'intento  primario  di  Freud  -  e  anche  questo  non  va
dimenticato  -    terapeutico: egli vuole curare  quelle  particolari
malattie nervose che vanno sotto il nome di nevrosi.
     Una  volta  individuata la causa della nevrosi nel conflitto  fra
le  varie istanze della personalit, egli sperimenta che la presa di
coscienza  di quei conflitti - cio il portarli dallo stato  inconscio
allo  stato  di  consapevolezza  -    determinante  per  ottenere  la
guarigione.
     Lo  strumento  tecnico che Freud utilizza per  questa  operazione
terapeutica    la psicoanalisi. Servendosi della interpretazione  dei
sogni  e  delle  libere associazioni, il terapeuta fa  ripercorrere  a
ritroso - dai sintomi, o dal significato manifesto dei sogni fino alle
loro origini profonde - il processo che ha determinato la malattia.
     La  riconduzione  del  conflitto  entro  canali  normali  e  il
ristabilimento di un equilibrio sono gli obiettivi che la psicoanalisi
si  pone  per  guarire i pazienti. Ovviamente non  tutte  le  malattie
mentali  possono essere trattate con procedure psicoanalitiche:  Freud
stesso  restringe drasticamente il campo di intervento, ma,  al  tempo
stesso,  aggiunge che, anche laddove la psicoanalisi  non  pu  agire,
essa pu essere utilizzata per capire l'origine e il meccanismo
     
     p 253 .
     
     delle malattie mentali, e stabilire nuove relazioni tra queste  e
i pi diversi campi del sapere.(44)
     
Malattia e normalit.
     
L'opera  di Freud getta le basi per una ridefinizione del confine  tra
sanit  e  malattia. Vale la pena leggere per intero un  passo  tratto
dall'Introduzione alla psicoanalisi: Anche il sano  virtualmente  un
nevrotico, ma apparentemente l'unico sintomo che  capace di formare 
il sogno: per altro, se si sottopone la sua vita vigile a un pi acuto
esame,  si scopre - ci che contraddice questa apparenza - che la  sua
presunta  sanit  permeata di una infinit di formazioni sintomatiche
futili  e  prive  di importanza nella vita pratica. La differenza  tra
sanit  nervosa  e  nevrosi si limita quindi al  campo  pratico  e  si
determina a seconda del risultato, se cio alla persona sia rimasto un
sufficiente  grado  di  capacit di godere  e  di  fare.  Essa  risale
verosimilmente al rapporto relativo tra gli importi di energia rimasti
liberi e quelli legati da rimozione, ed  di natura quantitativa,  non
qualitativa(45).
     Il  carattere aleatorio del confine fra sanit e malattia  toglie
alla  psicoanalisi l'aspetto esclusivamente terapeutico e  ne  fa  uno
strumento per comprendere la totalit delle vicende umane.

La civilt e la guerra.
     
Il  Super-io colloca la personalit dell'individuo all'interno  di  un
contesto  familiare  e  sociale: oltre che da quelli  provenienti  dai
genitori, esso  rafforzato dai divieti provenienti dalle istituzioni,
da ci che Freud chiama in tedesco Kultur e che in italiano pu essere
reso con civilt.
     Quando  scoppia  la Prima guerra mondiale, Freud esprime  la  sua
delusione  nei  confronti della civilt europea, i cui  valori  della
cultura dell'arte e della scienza lasciavano sperare che si giungesse
a risolvere per vie diverse dalla guerra i contrasti d'interesse.(46)
     
     p 254 .
     
     Evidentemente   la  civilt  e  la  morale,  lo   stesso   nostro
intelletto,  hanno  una  sovranit limitata  sulle  pulsioni  e  sugli
impulsi  primitivi  selvaggi  e  malvagi,  [che]  non  sono   affatto
scomparsi, ma continuano a vivere, seppure rimossi, nell'inconscio  di
ogni    singolo   individuo,   aspettando   l'occasione   di   potersi
riattivare(47).
     La   razionalit   e  la  serena  imparzialit  della   scienza
scompaiono: gli scienziati si pongono al servizio della guerra  contro
un  nemico inferiore e degenerato; la comprensione fra i popoli, che
almeno in Europa pareva un dato acquisito, lascia nuovamente il  posto
all'antica identificazione di straniero con nemico.
     Se  il  nostro  intelletto  qualcosa di fragile  e  dipendente,
gingillo  e strumento delle nostre pulsioni e dei nostri affetti(48),
e il risultato dell'azione delle pulsioni  il perdurare della guerra,
allora  accanto  alla libido, alla pulsione di ros,  deve  agire  una
forza ad essa opposta, che porta alla distruzione. Nel 1920, in Al  di
l  del  principio  di  piacere,  Freud ammette  l'esistenza,  accanto
all'ros, di una pulsione di morte: Thnatos.
     Nel  1929, con lo scritto Il disagio della civilt, Freud ritorna
su  questi temi e conclude le sue riflessioni con una speranza  minata
da  un  forte scetticismo: Il problema fondamentale del destino della
specie  umana a me sembra questo: se, e fino a che punto, l'evoluzione
civile  riuscir  a padroneggiare i turbamenti della  vita  collettiva
provocati  dalla pulsione aggressiva e autodistruttrice degli  uomini.
In  questo  aspetto proprio il tempo presente merita forse particolare
interesse.  Gli  uomini adesso hanno steso talmente il proprio  potere
sulle   forze   naturali,  che  giovandosi  di  esse  sarebbe   facile
sterminarsi  a  vicenda, fino all'ultimo uomo. Lo sanno,  donde  buona
parte della loro presente inquietudine, infelicit, apprensione. E ora
c'  da  aspettarsi  che l'altra delle due "potenze  celesti",  l'ros
eterno,  far  uno  sforzo  per affermarsi contro  il  suo  avversario
parimenti  immortale. Ma chi pu prevedere se avr  successo  e  quale
sar l'esito?(49).
     
Con Albert Einstein contro la guerra.
     
Nel   1932,  per  iniziativa  dell'Istituto  internazionale  per   la
cooperazione internazionale, su invito del Comitato permanente delle
lettere  e  delle  arti  della Societ delle Nazioni,  si  svolse  il
celebre  scambio  epistolare contro la guerra fra  A.  Einstein  e  S.
Freud.
     Einstein  individua nel rapporto fra potere e giustizia il  punto
centrale  del  problema:  Diritto e potere sono  inscindibili,  e  le
decisioni del diritto tanto pi si avvicinano all'ideale di giustizia,
cui  la  comunit  aspira e nel cui interesse vengono  pronunciate  le
sentenze,  quanto pi tale comunit ha il potere effettivo di  imporre
il rispetto del proprio ideale di giustizia.
     La  soluzione prospettata da Einstein  che ogni stato  rinunci,
entro  certi limiti, alla propria libert d'azione, vale a  dire  alla
propria sovranit,
     
     p 255 .
     
     anche  se  il  grande scienziato ha ben chiaro che  La  sete  di
potere  della  classe dominante si oppone in ogni  stato  a  qualsiasi
limitazione  della sovranit nazionale. Ma - osserva  Einstein  -  la
classe  dominante  rappresentata da un piccolo gruppo di persone,  da
una  minoranza, e quindi dobbiamo chiederci Come  possibile  che  la
minoranza  riesca ad asservire alle proprie cupidigie  "la  massa  del
popolo"?.
     Ed     proprio  su  questo  terreno  che  il  fisico  chiede  il
contributo  dello  psicologo. Siamo nel 1932, i  regimi  autoritari  e
totalitari  fanno ampio ricorso all'uso dei mezzi di comunicazione  di
massa,  ma  Come  possibile che la massa si lasci infiammare  con  i
mezzi suddetti fino al furore e all'olocausto di s?. Non si pu  non
pensare  che  L'uomo  alberga  in  s  il  bisogno  di  odiare  e  di
distruggere.  Einstein si riferisce esplicitamente a quella  pulsione
alla distruzione di cui aveva parlato Freud.(50)
     La  lettera  di risposta di Freud parte dalla considerazione  che
Diritto  e  violenza  sono oggi per noi termini  opposti.  E'  facile
dimostrare  che  l'uno si  sviluppato dall'altro e, se  risaliamo  ai
primordi  della  vita umana per verificare come ci sia  da  principio
accaduto, la soluzione del problema ci appare senza difficolt(51).
     I  conflitti  di  interesse fra gli uomini si risolvono  mediante
l'uso  della  violenza e vince chi possiede armi  migliori.  La  parte
sconfitta    costretta a desistere dalle proprie  rivendicazioni.  Lo
stato  originario  caratterizzato dal predominio del  pi  forte.  Il
diritto,  quindi,  nasce da una situazione di violenza:  La  violenza
viene spezzata dall'unione di molti, la potenza di coloro che si  sono
uniti  rappresenta  ora il diritto in opposizione  alla  violenza  del
singolo(52).
     Il  trionfo sulla violenza si ha pertanto con la trasmissione del
potere  a  una  comunit  pi  vasta, ma  all'interno  della  comunit
esistono rapporti di forza disuguali: Le leggi vengono fatte da e per
quelli  che comandano e concedono ben pochi diritti a quelli che  sono
stati assoggettati.
     Nella  comunit  nascono cos due fonti  di  inquietudine:  In
primo  luogo il tentativo di questo o quel signore di erigersi  al  di
sopra  delle restrizioni valide per tutti, e tornare dunque dal  regno
del  diritto  a  quello della violenza; in secondo  luogo  gli  sforzi
costanti   dei  sudditi  per  procurarsi  pi  potere  e   per   veder
riconosciuti  dalla legge questi mutamenti; dunque, al contrario,  uno
sforzo  per  inoltrarsi  nella  via  che  dal  diritto  fondato  sulla
disuguaglianza porta al diritto uguale per tutti(53).
     Anche  quando si esauriscono le lotte all'interno di una comunit
(per  le  coincidenze di interessi che derivano dalla vita in comune),
Uno  sguardo  alla storia dell'umanit ci mostra tuttavia  una  serie
ininterrotta  di  conflitti  fra  una  collettivit  e   una   o   pi
collettivit diverse, fra unit pi o meno vaste, citt, paesi, trib,
popoli,  stati: conflitti che vengono decisi quasi sempre mediante  la
prova di forza della guerra(54).
     
     p 256 .
     
     In  alcuni  casi  -  scrive Freud - la guerra ha  contribuito  al
trapasso  dal regno della violenza a quello del diritto: Le conquiste
dei  Romani  hanno dato ai paesi mediterranei la preziosa  pax  romana
[...].  Per  quanto ci possa sembrare paradossale, si deve  ammettere
che  la  guerra  non   di per s un mezzo inadatto  alla  costruzione
dell'agognata pace "eterna"(55).
     Anche  se i livelli di aggregazione e di unificazione dei  popoli
e degli stati, realizzati dalle diverse guerre, sono sempre e soltanto
parziali,  un  risultato  stato ottenuto: le guerre sono  diventate
pi rare, ma anche pi devastanti.(56)
     
Thnatos: la pulsione all'odio e alla distruzione.
     
Freud  analizza quindi un'altra questione sollevata da Einstein,  cio
l'esistenza  nell'uomo di una pulsione all'odio e alla distruzione,  e
sintetizza  cos le sue conclusioni: Noi presumiamo che  le  pulsioni
nell'uomo  siano  soltanto  di  due  specie,  quelle  che  tendono   a
conservare  e a unire - da noi chiamate sia erotiche (esattamente  nel
senso in cui Platone usa il termine "ros" nel Simposio) sia sessuali,
estendendo  intenzionalmente il concetto popolare di sessualit,  -  e
quelle  che  tendono  a  distruggere e a uccidere;  queste  ultime  le
comprendiamo  tutte  nella  denominazione  di  pulsione  aggressiva  e
distruttiva.  Come  Lei vede, si tratta soltanto  della  delucidazione
teorica della contrapposizione tra amore e odio, universalmente  nota,
e  forse  originariamente  connessa con la polarit  di  attrazione  e
repulsione che interviene anche nel Suo campo di studi. Non ci  chieda
ora  di  passare  troppo rapidamente ai valori  di  bene  e  di  male.
Entrambe  le pulsioni sono parimenti indispensabili, perch i fenomeni
della  vita  dipendono  dal loro percorso e dal loro  contrasto.  Ora,
sembra che quasi mai una pulsione di un tipo possa agire isolatamente;
essa    sempre  connessa - legata, come diciamo  -  o  con  un  certo
ammontare  della  controparte, che ne modifica la mta,  o,  talvolta,
subordina  il raggiungimento di quest'ultima a determinate condizioni.
Cos,  per  esempio,  la  pulsione di autoconservazione    certamente
erotica,  ma  con  ci non toglie che debba ricorrere all'aggressivit
per  compiere  quanto si ripromette. Allo stesso  modo  alla  pulsione
amorosa,  rivolta  agli oggetti, necessita un quid della  pulsione  di
appropriazione,  se veramente vuole impadronirsi del proprio  oggetto.
La  difficolt  di  isolare  le  due specie  di  pulsioni  nelle  loro
manifestazioni  ha  fatto  s che per tanto tempo  non  riuscissimo  a
identificarle(57).
     Ogni  azione  quindi  frutto della combinazione di ros  con  la
pulsione  distruttiva,  ma  non  solo: Di  regola  devono  concorrere
parecchi   motivi   similmente  strutturati  per   rendere   possibile
l'azione.  Spesso  gli impulsi distruttivi sono mescolati  con  altri
impulsi, erotici e ideali.
     Talvolta,  quando sentiamo parlare delle atrocit della  storia,
abbiamo  l'impressione  che  i motivi ideali  siano  serviti  da  mero
paravento  alle brame di distruzione; altre volte, ad esempio  per  le
crudelt della Santa Inquisizione, che
     
     p 257 .
     
     i  motivi  ideali  fossero preminenti nella coscienza,  mentre  i
motivi  distruttivi  recassero a quelli  un  rafforzamento  inconscio.
Entrambi i casi sono possibili(58).
     Nella  descrizione della pulsione distruttiva, Freud afferma  che
essa  opera  per  riportare l'essere vivente  allo  stato  di  materia
inanimata  e,  con  una  espressione  che  ricorda  molto  da   vicino
Schopenhauer, sostiene che L'essere vivente protegge la propria  vita
in quanto ne distrugge una estranea.(59)
     La  conclusione  di  Freud   improntata  al  pessimismo  e  alla
disillusione.  Non  c' speranza di poter sopprimere  le  inclinazioni
aggressive  degli uomini: Anche i bolscevichi sperano di  riuscire  a
sopprimere  l'aggressivit  umana garantendo  il  soddisfacimento  dei
bisogni  materiali e stabilendo l'uguaglianza sotto  tutti  gli  altri
aspetti  tra  i  membri  della loro comunit. Io  ritengo  questa  una
illusione(60).
     Se  non    possibile abolire l'aggressivit  umana,  si  possono
cercare  per  i  modi per deviarla al punto che  non  debba  trovare
espressione nella guerra(61). Per ottenere questo risultato - osserva
Freud  -   necessario ricorrere alla forza antagonista alle  pulsioni
distruttive,  cio all'ros: Tutto ci che fa sorgere legami  emotivi
fra gli uomini deve agire contro la guerra(62).
     Analizzando   questi   legami  emotivi,   emerge   il   carattere
prioritario  dell'amore. La psicoanalisi - scrive  Freud  -  non  deve
vergognarsi  di fare proprio il messaggio religioso Ama  il  prossimo
tuo come te stesso; questa esigenza di amore, per,  cos facile  da
porre  quanto    difficile  da realizzare.(63)  Anche  il  legame  di
identificazione  pu  allontanare la guerra: Tutto  ci  che  provoca
solidariet  significative fra gli uomini risveglia sentimenti  comuni
di questo genere: le identificazioni. Su di esse riposa in buona parte
l'assetto della societ umana(64).
     Le  conclusioni  di  Freud  si velano  di  un  pessimismo  ancora
maggiore quando considerano innata e ineliminabile la disuguaglianza
tra gli uomini, con la conseguente distinzione in capi e seguaci: I
seguaci  rappresentano  la stragrande maggioranza,  hanno  bisogno  di
un'autorit  che  prenda decisioni per loro, alle  quali  perlopi  si
sottomettono incondizionatamente(65).
     
     p 258 .
     
     In  questa  situazione  il  ricorso ad ros  -  protagonista  del
Simposio platonico - pu dare scarsi risultati, e forse vale  la  pena
di  recuperare  il governo dei filosofi auspicato da  Platone  nella
Repubblica; Freud scrive: Si dovrebbero dedicare maggiori  cure,  pi
di  quanto  si  sia fatto finora, all'educazione di una  categoria  di
persone  elevate,  dotate  di indipendenza di pensiero,  inaccessibili
alle  intimidazioni  e  cultrici della  verit,  alle  quali  dovrebbe
spettare la guida delle masse incapaci di autonomia(66).
